Maya

In  Messico,  vi  sono i  resti  di  numerose  città  e piramidi Maya.

La piramide  a  gradini,  nota  come  il  Tempio  di  Cuculcàn  aveva 365  gradini,  quanti  sono  i  giorni  dell'anno  ed  era  stata progettata  in  modo  che  nel  giorno  degli  equinozi  di primavera  e d'autunno  (e solo in quei giorni)  dei  raggi  di  luce  formavano l'illusione  che  un  serpente  gigantesco  ondeggiasse  sulla scalinata  Nord  per  3  ore  e  22  minuti  esatti.   Nei  pressi  di  Cholula,  invece,  sorge  imponente  come  nessun altro  edificio,  Tlahchiualtepetl,  la  montagna  fatta  dall'uomo.  Questa  gigantesca  piramide  a  gradini  misura  500  metri  per  lato e  64  metri  d'altezza,  tre  volte  più  grande della  piramide  di Cheope. Secondo le leggende dei maya, questo edificio era stato eretto  da  uno  straniero  dalla  pelle  chiaramolto  alto,  con  la barba,  che  era  venuto  dal  mare  con  alcuni  compagni,  in  una zattera  che  si  muoveva  da  sola.  Le  caratteristiche  erano  analoghe  ai  Viracocha  peruviani  dato che  erano  considerati  potenti  divinità,  maestri  delle  scienze  e della  magia,  in  grado  di  guarire  con  l'imposizione  delle  mani  e  di  resuscitare  i  morti.  Durante  la  loro  presenza  avevano  trasmesso  avanzate conoscenze  agli  indigeni,  come  il  calendario,  la  matematica, l'astronomia,  l'agricoltura,  ecc.

Le  capacità  di  calcolo dei  maya  erano  impressionanti... secondo il calendario  maya  la  durata  dell'anno  era  di  365,2420  giorni, mentre  il  valore  esatto  è  di  365,2422  giorni ( un errore di soli 0,0002 giorni !).  Sapevano prevedere  le  eclissi  e  conoscevano  lo  zero. Non  solo... avevano  misurato  perfino  il  periodo  di  rivoluzione del  pianeta  Venere  (senza errori). Non  è  strano che  con tutta  quella genialità  non conoscessero la ruota ? O  che  non  usarono  mai  tutta  quell'abilità  matematica  nemmeno per  pesare  un  sacco  di  patate ? Così  come  erano  venuti,  gli  stranieri  (Cuculcan, nella lingua maya)  se  ne andarono  via  mare. Recentemente  una  piramide  maya  semisommersa  dalla  lava eruttata  da  un  vulcano  vicino  è  stata  oggetto  di  indagine; si  è scoperto  che  l'ultima  eruzione  di  quel  vulcano  risale  a  8500 anni  fa. La  città  maya  di Teotihualcàn  era  una riproduzione  esatta  del sistema  solare.  Vi  era  una  grande  piramide  che  rappresentava  il  Sole  (detta appunto Piramide del Sole)  e  un  viale  dirittissimo (il Viale dei Morti)  in  cui  vi erano  alcuni contrassegni. 

Le  distanze  reciproche  tra i contrassegni corrispondevano alle distanze dei pianeti del sistema solare.  C'erano tutti. Da Mercurio  a  Plutone, compresa la fascia  degli asteroidi. Ma  Plutone non è  certo visibile ad occhio nudo... occorre  un telescopio. Avevano anche  un telescopio i  maya ? Ovviamente  gli  storici  dicono  che è semplicemente un caso e  che i  contrassegni  sono  casuali. Inoltre,  per finire,  la  piramide  del Sole,  aveva  una  particolarità.  Il rapporto  tra  il  lato  di  base e l'altezza  era  pari  al  numero  irrazionale  pi-greco  proprio  come per  la  Grande  Piramide  di  Giza,  in  Egitto.  Non  conoscevano la  ruota,  ma  conoscevano il  pi-greco  che  serve  per  calcolare  la  circonferenza. Spero che nessun archeoscienziato  pensi che sia un puro caso.  Gli  indizi  a  sostegno  della  tesi  che  tutti  questi  edifici  siano stati  costruiti  dagli  stessi  autori,  in  un'epoca  antichissima, intorno  al  10.500 a.C.  sembrano  farsi  sempre  più  numerosi. Decine  di  piramidi  con le  stesse analogie  si  trovano  in  Cina e  le  leggende sono  in  tutto  simili.  

ORIGINI

Il territorio occupato dalla Civiltà Maya nel II secolo a.C. fino alla conquista spagnola (1542) comprendeva l’attuale Messico meridionale, il Guatemala, il Belize, e parte dell’Honduras, El Salvador, Nicaragua e Costa Rica. Questo grande territorio non fu mai unificato da un impero o da un regno; il mondo Maya era composto da città-stato dominate da dinastie reali impegnate in una complessa attività politica.  I Maya ebbero intensi contatti con altre grandi civiltà meso-americane, insediate in territori adiacenti. Gli storici ritengono che i Maya fossero i successori degli OLMECHI dai quali raccolsero l’eredità culturale e i villaggi dove risiedevano i loro capi. Gli antenati dei Maya si pensa che provenissero dalla Siberia e attraverso lo stretto di BERING raggiunsero l’America. 

Tra il 200 e il 300 d.C. inizia quello che gli studiosi indicano come il periodo classico della civiltà Maya, caratterizzato dalla nascita di un gran numero di città (più di 100) e da un’eccezionale fioritura di architettura, scultura, pittura e da un primato delle conoscenze scientifiche. Vi è una difficile ricostruzione dell’organizzazione politica nel periodo classico. A capo di un territorio vi era l’HALAC-VINIC ( titolo ereditario). Da essa dipendevano i BATAD, i magistrati corali che esercitavano un potere esecutivo, giudiziario e tributario. Il popolo era detto MAZEHUALOB (classe bassa). I Maya praticano una scrittura a geroglifici e a pittogrammi. Gran parte dei loro scritti sono stati bruciati, perché "opera del demonio", dagli spagnoli conquistatori.

La scrittura Maya è solo parzialmente decifrata grazie alla lastra di Palenque. Fortunatamente moltissime iscrizioni su pietra, che prendono il nome di Stele, si sono conservate. Queste sono i documenti più antichi scritti su monoliti fittamente coperti da geroglifici e segni del calendario. Solo tre codici sono rimasti intatti: il codice di DRESDA, il codice TRO-CORTESIANO, il codice PERISIANO.  Quest’ultimi sono fabbricati con corteccia d’albero rivestita da calce sul quale sono dipinti i geroglifici e figure colorate relative al calendario.La Piramide  Raggiunto l’apice del loro splendore, i Maya decaddero abbastanza rapidamente, nel giro di poche generazioni, per ragioni che fanno ancora discutere. Secondo alcuni si trattò di una serie di catastrofi naturali, secondo altri di epidemie che falcidiarono la popolazione già decimata da guerre intestine. Una delle ipotesi più accreditate è che la cultura Maya sia collassata su se stesso. L’esosità delle classi dirigenti e l’orrore della ritualità sacrificale che pare ricadesse in gran parte sulle classi più povere, dovettero provocare una serie di sollevazioni che  dapprima furono represse nel sangue, ma in seguito provocarono il tracollo delle strutture politiche ed economiche.

La foresta si riappropriò delle radure, la vegetazione ricoprì lentamente le torri, le gradinate, le corti e i palazzi ed i pochi centri soccombettero alla superiorità schiacciante degli invasori spagnoli. EstinzioneNon si riesce ancora a spiegare come un esercito di circa 5000 uomini abbia vinto un popolo di milioni di persone. Le risposte possono essere: in primo luogo è contato l’armamento di molto superiore; ha pesato poi anche l’elemento religioso cioè la presenza di antiche leggende Azteche che annunziavano la fatale venuta degli uomini bianchi, scambiati per dei; infine ha contato molto il propagarsi di malattie infettive portate dagli Europei, che hanno fatto strage degli indigeni. Molto è stato cancellato dall’intolleranza religiosa degli invasori che distrussero gli altari e bruciarono i testi glifici che raccontavano le imprese degli dei e degli eroi, ma il Tempo, il più grande degli dei Maya, restituisce ogni giorno di più le testimonianze della memoria e resuscita le meraviglie di una grande civiltà perduta.  Dovettero provocare una serie di sollevazioni che  dapprima furono represse nel sangue, ma in seguito provocarono il tracollo delle strutture politiche ed economiche. La foresta si riappropriò delle radure, la vegetazione ricoprì lentamente le torri, le gradinate, le corti e i palazzi ed i pochi centri soccombettero alla superiorità schiacciante degli invasori spagnoli.  Non si riesce ancora a spiegare come un esercito di circa 5000 uomini abbia vinto un popolo di milioni di persone. Le risposte possono essere: in primo luogo è contato l’armamento di molto superiore; ha pesato poi anche l’elemento religioso cioè la presenza di antiche leggende Azteche che annunziavano la fatale venuta degli uomini bianchi, scambiati per dei; infine ha contato molto il propagarsi di malattie infettive portate dagli Europei, che hanno fatto strage degli indigeni. Molto è stato cancellato dall’intolleranza religiosa degli invasori che distrussero gli altari e bruciarono i testi glifici che raccontavano le imprese degli dei e degli eroi, ma il Tempo, il più grande degli dei Maya, restituisce ogni giorno di più le testimonianze della memoria e resuscita le meraviglie di una grande civiltà perduta.

L'ABBIGLIAMENTO: consiste in brache lunghe fino al ginocchio e decorate per gli uomini, di una gonna di cotone e di una blusa, ricamate, per le donne; le classi superiori usano spesso ornarsi di giada e piume.La bellezza Ai neonati viene serrato il cranio tra due assi per produrre una deformazione e un allungamento, segno di bellezza (per questo i loro crani sono quasi tutti identici); lo strabismo è considerato una dote, così che, per provocarlo, si appendono palle di legno tra gli occhi dei neonati; orecchi, labbra, naso vengono spesso forati per inserirvi ornamenti; i giovani amano dipingersi di nero e gli adulti di rosso. ALIMENTAZIONE: cioccolato, zucche, patate, mosche e uova di mosche, serpenti, fagioli, miele, tortillas, peperone, pomodoro, avocado, ananas. BEVANDE: pulka.

AGRICOLTURA: i Maya praticavano un sistema di coltivazioni agricole assai sofisticate, con terrazzamenti di vaste aree, ed erano in grado di realizzare il miglioramento genetico delle specie vegetali. Furono loro ad incrementare la produttività del mais, base essenziale della loro alimentazione che, allo stato selvatico aveva pannocchie di due o tre centimetri, e furono loro a sviluppare la coltivazione di altre importanti specie vegetali come i fagioli, zucche, l’avocado, il peperoncino piccante. L’agricoltura fu probabilmente alla base di uno sviluppo civile e politico così particolare e rese possibile la creazione di un surplus di riserve alimentari che diede origine a una struttura rigidamente verticistica della società governata da una classe di nobili e sacerdoti e dal re. Il carattere agricolo della produzione implicava un’attenta osservazione delle stagioni e uno studio accuratissimo dei fenomeni celesti che da un lato regolavano l’avvicendarsi delle stagioni e dall’altro permettevano di scrutare la volontà degli dei. Infatti l’osservazione del cielo era finalizzata allo sfruttamento della terra.

ALLEVAMENTO: i Maya non avevano animali da tiro e da basto, allevavano cani, tacchini, fagiani, lama peruviano, l’alpaca e la vigogna.

UTENSILI: usavano arnesi neolitici (vanghe di legno, coltelli, archi, frecce, fionde e spade in legno unite di pietre taglienti).

RELIGIONE : aveva un’importanza immensa e univa il sapere sacro e i valori collettivi per la coesione sociale. La divinità suprema era ITZAMMA, signore del cielo, inventore della scrittura e protettore della scienza. Sua moglie era IXCHEL, dea della luna. C’erano poi delle divinità minori: CHAC, Dio della pioggia che irrorava i campi e faceva crescere i raccolti, AH FOUK, dea della morte, KUKULCAN, Dio del vento e della vita e HUN-NAL-YE dio del mais. Chac, il Dio della pioggia.

Ma tutti, nessuno escluso, esigevano come unico tributo l’offerta di sangue umano per questo tutti i riti sacrificali Maya avevano un carattere cruento ed ogni comunità era solito organizzare dei RAID nei territori confinanti per catturare prigionieri da immolare agli dei. La vittima veniva decapitata o trafitta da un gran numero di frecce per provocare il massimo dell’emorragia ed i sacerdoti aprivano il petto dei prigionieri con un coltello di selce e ne estraevano il cuore ancora palpitante da offrire alla divinità CHAC. Spesso le vittime venivano scelte fra i contadini più poveri o tra volontari che si offrivano spontaneamente per la comunità (AUTOSACRIFICIO).

IL CALENDARIO. La Piramide, che gli Spagnoli chiamarono il "Castello", era in realtà un tempio dedicato al Dio Kukulcan: il Dio Maya della fecondità e della vita, considerato anche fondatore delle leggi, della scienza e del calendario; e appunto al calendario alluderebbero le strutture architettoniche del momento. Le scale bisecano ognuna delle 4 facce contano 91 gradini l’una, per un totale di 364 gradini, qui va aggiunta la piattaforma superiore: in complesso si raggiunge così il n° di 365, che corrisponde ai giorni dell’anno. Se in ognuno dei lati delle scale ci sono 26 risalti: e 26 + 26 = 52, che appunto il numero degli anni del "secolo" Maya. Infine i 9 + 9 gradini ai fianchi delle scale danno un totale di 18: e l’anno Maya era costituito da 18 mesi di 20 giorni l’uno e da un periodo di cinque giorni, considerati dei fasti (negativi). kukulcan     I Maya erano esperti astronomi, erano convinti di vivere nella quinta era del sole: prima della creazione dell’umanità moderna erano esistite quattro razze e quattro ere precedenti, distrutte ogni volta da spaventosi cataclismi che avevano lasciato in vita solo pochi superstiti in grado di narrare la storia.

Secondo la cronologia Maya, l’era attuale è incominciata il 12 AGOSTO del 3114 a.C. e dovrà finire il 22 DICEMBRE dell’anno 2012 dell’era cristiana. In quel momento, la Terra così come la conosciamo verrà distrutta ancora una volta da terremoti catastrofici.  

Alcune curiosità:

- la concezione della vita era dualistica: dominata dallo scontro tra potenze favorevoli all’uomo (la pioggia, la luce) e sfavorevoli (siccità, guerra e morte).

- I sacerdoti facevano le loro osservazioni astronomiche semplicemente guardando il cielo attraverso una coppia di bastoni incrociati, e annotando le posizioni assunte dai corpi celesti rispetto ai bastoni.

- I Maya usavano, come moneta, chicchi di cacao, penne d’uccello Quetzal e conchiglie. (Il Quetzal è un uccello dei Trogonidi. Ha un ciuffo di penne sfrangiate esteso dal becco all’occipite; il piumaggio è di color verde con riflessi azzurri sul dorso e di color rosso sul ventre e nel sottocoda).La matematica

- I re si perforavano il pene con spine di agave o di coda di razza, mentre le regine si passavano una corda spinosa attraverso un foro nella lingua per farne sprizzare il sangue con cui si inzuppavano fogli di carta vegetale che poi veniva bruciata in onore degli dei. I bambini, invece, si pungevano i polpastrelli delle dita.   

- I Maya usavano le zucche in mille modi: come brocche, recipienti e cucchiai.

- Per i Maya il mondo era diviso in nove mondi sotterranei e tredici cieli che erano a forma di piramide.

- I matrimoni venivano vietati tra consanguinei e dovevano essere combinati dai parenti. Gli uomini più importanti potevano avere più mogli, ma per la gente comune l’adulterio era punito con la morte.

CaracolUna conquista dell’intelligenza maya fu la scoperta del simbolo ZERO, la rappresentazione scritta del nulla: per questo la loro matematica, pur differente dalla nostra, permetteva già duemila anni fa calcoli sorprendentemente precisi. Una scienza, pur nel suo rigore, aperta all’arte e alla fantasia: per esempio, uno dei due sistemi numerici da essi impiegati consisteva di venti simboli, da 0 a 19, rappresentanti altrettanti volti umani visti di profilo, ma lo zero poteva apparire in altre ventiquattro raffigurazioni diverse, che paiono fiori, frutti e animali stilizzati. Le loro tavole di computazione hanno quindi l’aspetto di graffiti decorativi. Il secondo sistema, quello che probabilmente veniva comunemente usato, appare più pratico: l’unità è rappresentata da un punto, cinque unità da una barra, mentre lo zero disponeva sempre di una varietà di simboli. Nel far di conto, i Maya incolonnavano i numeri, in modo che alla base vi fossero quelli da uno a venti, nello spazio superiore i multipli di 20, fino a 380; quindi quelli di 400, fino a 7600, di 8000 fino a 152000, e via dicendo. In questo modo gli operatori, che tuttavia non dovevano essere moltissimi, riuscivano a compiere le quattro operazioni e ad estrarre le radici quadrate e cubiche, sebbene gli studiosi moderni non siano ancora riusciti a comprendere come facessero.

Anche nel computo del tempo, i Maya sembrano essere stati affascinati dal numero 20, probabilmente considerato sacro. Essi erigevano ogni venti anni una colonna (che gli archeologi chiamano stele), sulle quali erano scolpiti i simboli degli avvenimenti e dei personaggi di quel periodo: quel che conosciamo della loro storia deriva in gran parte dalla lettura delle stele superstiti. Attorno al 700, nel periodo classico, cominciarono però a innalzare colonne ogni dieci anni e nella decadenza ogni cinque anni.

GLI OSSERVATORI DEI MAYA

I Maya erano molto attenti al moto degli astri, costruirono infatti le loro città seguendo particolari allineamenti.
Molte città erano orientate verso la levata o il tramonto del Sole ai solstizi, inoltre l'orientazione teneva conto della latitudine del luogo, cosicché non tutte le città hanno la stessa disposizione assoluta, ma relativa alla propria posizione geografica.
Inoltre i Maya utilizzavano gli assi delle loro città e quelli dei palazzi più importanti per determinare con l'anticipo di uno o due dei loro mesi il passaggio del Sole allo zenit. Tale momento era di particolare importanza poichè coincideva con l'inizio della stagione delle piogge, la più importante dell'annata agricola.
Numerosi sono i templi che presentano punti di osservazione fondamentali per la vita dei Maya.   Schema della città di Uaxactum
Uno di questi si trova nell'antica città di Uaxactum, nel Guatemala; vi è un complesso templare in cui dalla cima della gradinata di una piramide era possibile osservare la levata del Sole nei solstizi e negli equinozi. Infatti al solstizio estivo il Sole appariva al mattino sullo spigolo nord di un piccolo tempio posto di fronte alla piramide; agli equinozi sorgeva dietro la porta di un'altra costruzione sacra ed al solstizio invernale sorgeva invece dietro lo spigolo sud di un terzo tempio.
Il monumento più noto come osservatorio è il Caracol (chiocciola) della città di Chichen Itza. E' una torre cilindrica posta su base quadrata, all'interno una scala a chiocciola porta al piano superiore dove si trovano tre finestre dalle quali venivano effettuate le osservazioni astronomiche. Probabilmente c'erano molte più aperture che purtroppo sono andate distrutte.
Il Caracol presenta numerosi allineamenti, tra essi c'è quello della gradinata d'accesso che punta sul tramonto del Sole al solstizio estivo. Caracol

 Sulla gradinata della piattaforma superiore c'è una nicchia nella quale due piccole colonne (una bianca ed una rossa) inquadravano una persona che, guardando di fronte, poteva vedere il tramonto di Venere quando, ogni 8 anni, raggiungeva la sua massima declinazione negativa. Si potevano fare allineamenti anche dalle finestre in cima alla torre: sulla prima si poteva osservare il tramonto del Sole agli equinozi; la seconda puntava sul tramonto di Venere quando aveva la massima declinazione negativa e la terza sulla levata di Achernar, la stella principale della costellazione dell'Eridano.
Lo studio del moto di Venere era molto importante, come si può rilevare dalle tavole del Codice di Dresda che trattano in modo accurato delle previsioni sulle apparizioni di questo pianeta.
E' interessante inoltre notare che i templi Maya avevano tutti 365 scalini, uno per ogni giorno dell'anno, ad evidenziare ancor di più come questo popolo fosse ben attento al tempo.